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BitcoinCalabria
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BitcoinCalabria
BitcoinCalabria 15h

Visto ora, grazie 🤝🤝

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BitcoinCalabria 16h

Fatto. Super grazie 🤝😊

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BitcoinCalabria 23h

Su primal non ci sono opzioni per i dm

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BitcoinCalabria 23h

post. Se vieni truffato dopo aver emesso un bonifico istantaneo, la risposta della banca può suonare più o meno così: l’operazione è stata autorizzata, il denaro è già partito, recuperarlo è difficile. Com’è possibile? Stiamo parlando di un sistema bancario centralizzato, autorizzato, sorvegliato, regolato e pieno di intermediari identificati. Non stiamo parlando di contanti passati di mano in mano in un vico buio. Stiamo parlando di conti correnti, IBAN, prestatori di servizi di pagamento, procedure KYC, controlli antiriciclaggio, monitoraggio delle operazioni e infrastrutture sottoposte a vigilanza. Eppure, quando il cittadino subisce una frode concreta, spesso scopre che tutto questo apparato non garantisce una protezione adeguata. Quello che viviamo è un paradosso. L’Unione Europea spinge verso controlli sempre più estesi. Nel settore finanziario questo orientamento si vede nel nuovo pacchetto antiriciclaggio approvato nel 2024: un insieme di norme che rafforza gli obblighi per banche e intermediari, crea una nuova Autorità europea antiriciclaggio, AMLA, e rende più uniforme il controllo sui flussi finanziari in tutta l’Unione. I riferimenti sono il Regolamento UE 2024/1620, che istituisce AMLA, il Regolamento UE 2024/1624, cioè il nuovo regolamento antiriciclaggio direttamente applicabile, e la Direttiva UE 2024/1640, nota come AMLD VI. L’obiettivo dichiarato è contrastare riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Ma nella pratica questo sistema produce un effetto molto più ampio: obbliga banche, intermediari e piattaforme regolamentate a trattare milioni di cittadini come soggetti da verificare, classificare, profilare e monitorare. Il primo problema è la quantità di informazioni personali che il cittadino viene spinto a consegnare per poter continuare a usare servizi ormai essenziali, non si parla più solo di un documento d’identità. Si parla di prove di residenza, bollette, estratti conto, origine dei fondi, movimenti bancari, dati fiscali, informazioni sul lavoro, fotografie del volto, video di riconoscimento, indirizzi IP, dispositivi usati per accedere ai servizi, sistemi operativi, browser, metadati tecnici e tracciamenti comportamentali. Una mole di dati enorme, raccolta in nome della sicurezza, che finisce in archivi centralizzati, sistemi di verifica esterni, provider KYC, database aziendali e infrastrutture che possono essere violate, vendute, aggregate, condivise o usate per altri scopi. Il cittadino viene quindi esposto due volte. Prima viene trattato come un rischio da controllare. Poi diventa un bersaglio più fragile, perché i dati raccolti per “proteggerlo” aumentano il danno potenziale in caso di fuga, abuso o compromissione. Il secondo problema è il costo economico dei controlli. Un rapporto della Corte dei Conti olandese del 2026 sull’antiriciclaggio bancario mostra bene questa sproporzione. Nel 2024 le banche analizzate hanno speso circa 1,6 miliardi di euro per i controlli antiriciclaggio e impiegato circa 13.000 lavoratori a tempo pieno. Le segnalazioni di transazioni “inusuali” sono passate da quasi 250.000 nel 2020 a oltre 530.000 nel 2024. Il dato che possiamo verificare da questa analisi non è purtroppo che il sistema funzioni meglio, l’unico dato certo è che il sistema controlla di più. Aumentano le segnalazioni, ma non è chiaro quante corrispondano davvero a riciclaggio. Aumentano i costi, ma non è chiaro quale beneficio concreto producano. Aumenta il potere degli intermediari di interrogare, bloccare e limitare i clienti, ma non aumenta in modo altrettanto evidente la protezione del cittadino quando subisce una frode reale. Neanche nel campo digitale e delle comunicazioni l’approccio è migliore. La proposta di Regolamento COM(2022)209, per prevenire e combattere gli abusi sessuali sui minori online, è diventata nota ai critici come “Chat Control”. Il tema dichiarato è grave e reale. Nessuno mette in discussione la necessità di contrastare gli abusi sui minori, ma sarebbe onesto chiedersi fino a dove può spingersi il controllo sulle comunicazioni private senza distruggere la riservatezza delle comunicazioni stesse. Accanto alla proposta “Chat Control” c’è il Regolamento UE 2021/1232, una deroga temporanea alla direttiva ePrivacy che autorizza alcuni fornitori di servizi di comunicazione di usare tecnologie automatiche per rilevare materiale di abuso online. Secondo una politica per cui per controllare ciò che circola nelle comunicazioni private, bisogna rendere quelle comunicazioni più ispezionabili. Da qui nasce lo scontro con la crittografia end-to-end. La crittografia end-to-end serve a impedire che il contenuto di una comunicazione privata sia leggibile da soggetti esterni alla conversazione: piattaforme, fornitori, intermediari, aggressori informatici o autorità. Non protegge solo criminali. Protegge cittadini comuni, famiglie, imprese, professionisti, giornalisti, avvocati, attivisti e minori. Per questo è una tecnologia di sicurezza, non un ostacolo alla sicurezza. Eppure, viene spesso descritta come un problema, perché riduce la possibilità di ispezionare le comunicazioni private in modo generalizzato. E sembra essere questo il modello europeo: quando una tecnologia protegge l’autonomia e la riservatezza del cittadino, viene trattata come un rischio, quando una tecnologia aumenta controllo, identificazione, sorveglianza e dipendenza dagli intermediari, viene presentata come tutela. Ma sicurezza e controllo non sono la stessa cosa. La sicurezza rafforza il cittadino. Il controllo rafforza chi gestisce l’infrastruttura. Se l’Europa impone controlli sempre più invasivi in nome della protezione non basta aumentare segnalazioni, obblighi, verifiche, database e poteri di intervento, bisogna misurare i risultati, i danni collaterali e la proporzione tra sacrificio imposto e beneficio ottenuto. Perché se il cittadino viene controllato perché potenzialmente un rischio ma non viene protetto quando subisce un danno, allora il sistema non sta mettendo al centro la sua sicurezza. Sta mettendo al centro la propria capacità di controllo. Una società sicura non si costruisce trattando ogni cittadino come un sospetto preventivo, si costruisce dando alle persone strumenti efficaci per difendere il proprio denaro, i propri dati, le proprie comunicazioni, la propria libertà.

BitcoinCalabria
BitcoinCalabria 23h

in realtà ancora sto cercando di capire come funzionano i realy e quali impostare, suggerimenti?

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grazie mille

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Mi para giustu! Ciao plank 🫂

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Thank you 🤝

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Da ora in poi si 🧡 (ecco il cuore arancione)

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Oh, non l'ho trovato subito e ho messo quello giallo ancap 🤣

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